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Complesso monumentale |
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Il complesso monumentale del convento dei Servi di Maria è ubicato a Venezia nel sestiere di Cannaregio e occupa
un'isola di vaste dimensioni inserendosi significativamente nel tessuto cittadino, come
evidenzia la pianta prospettica pubblicata da Jacopo de Barbari nel 1500. Sorto a partire
dal 1318, il monastero dei Servi si estendeva per quasi undicimila metri quadrati
comprendendo oltre alla grande chiesa, la Cappella dei Lucchesi, la scuola
dell'Annunziata, la scuola dei Tintori, quella dei Barbieri, i tre dormitori, il
refettorio, oltre a chiostri orti e cortili interni, tipici degli ambienti conventuali.
Tra le mura del grande complesso vissero frati come fra Paolo Sarpi, Teologi
della Serenissima, Sacerdoti, Chierici, Novizi mentre l'attività dei Servi
fu sempre molto apprezzata dalla Repubblica che lodava il contributo
religioso e culturale dato loro alla città. Il complesso, ricchissimo di
opere d'arte, di altari, edicole, mausolei, pale, ecc., fu devastato da un
furioso incendio nel 1769. Gli editti napoleonici del 1806 e del 1810, il
sequestro da parte del Demanio e la svendita del monastero, portarono alla
sistematica spoliazione del patrimonio artistico e storico del convento. |
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In pochi anni i luoghi vennero praticamente distrutti e
ad oltre due secoli di distanza non si comprendono le ragioni di tale
declino ed abbandono. Nel 1864 Daniele Canal e Anna Maria Marovich fondarono
nell'ex complesso, adeguato con nuovi fabbricati, il "Patronato per le
dimesse dal carcere", diventato poi "Casa della Sacra Famiglia". |
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LE MURA E I PORTALI 1. Oggetto: Le mura ed
i portali costituiscono ciò che rimane dell'ex Chiesa dei Servi di Maria, ruderi
sopravvissuti alle demolizioni e spoliazioni compiute a partire dalla fine del XVIII
secolo. A oggi sopravvivono porzioni considerevoli dei lati ovest e sud con i relativi
portali, di particolare pregio storico ed artistico. Sul lato est sono ancora visibili
tracce delle mura con la relativa abside, ben visibile nella rappresentazione prospettica
del De Barbari del 1500. Dei due portali, quello principale (lato ovest) si trova ancora
oggi murato in seguito a lavori di consolidamento risalenti al 1862, mentre quello sud,
detto di S. Pellegrino, costituisce l'ingresso all'Istituto Canal-Marovich e alla Casa
studentesca di S.Fosca. |
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Portale principale dell'ex Chiesa dei Servi DI MARIA |
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Indagini diagnostiche: analisi dei prodotti di
deterioramento |
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Portale di San Pellegrino dell'ex Chiesa dei Servi |
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Indagini diagnostiche: analisi dei prodotti di
deterioramento |
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INTERVENTO SUGLI APPARATI MURARI DEI DUE PORTALI Il paramento in mattoni pieni non più protetto dall'intonaco, verrà sottoposto ad un trattamento di disinfestazione e pulitura dopo una fase di consolidamento puntuale. Le fasi previste sono:
I prodotti da utilizzare nelle operazioni di restauro e le concentrazioni relative, verranno scelti sulla base degli esiti delle indagini diagnostiche e dei test preliminari effettuati su aree campione del manufatto. |
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LA CAPPELLA DEI LUCCHESI |
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| 1. Oggetto: Si
tratta della Cappella, già Oratorio, costruita dalla comunità lucchese presente a
Venezia a partire dal 1360 e consacrata già nel 1376. Non è improbabile che per i lavori
di erezione della Cappella i Lucchesi si siano avvalsi di maestranze giunte dalla Toscana,
trasferendo a Venezia un esempio di architettura gotica di quella regione, ben visibile
nella loggia esterna aperta e successivamente demolita. L'interno della Cappella era un
tempo arricchito da dipinti, sculture, altari che la rovina napoleonica ha disperso in
altre chiese e pinacoteche. Quando, nel 1814, tutto il complesso dell'isola fu venduto
anche la Cappella era compresa nella stessa sorte, ma fu salvata dalla demolizione per
circostanze fortuite che non poterono evitare tuttavia la spoliazione e devastazione dei
suoi interni. 2. Datazione: Con atto ufficiale in data 2 ottobre 1360 i Servi di Maria concedono piena licenza di costruire una cappella posta a margine della erigenda Chiesa di S. Maria. L'Oratorio, o Cappella, fu eretto in pochi anni, tanto che fu ultimato e consacrato nell'anno 1376. 3. Intervento: Il progetto prevede l'intervento sia sulla struttura muraria esterna sia sugli interni. Sulle superfici esterne è previsto un trattamento analogo a quello per le mura esterne, comprendente il trattamento di pulitura e disinfestazione, previa fase di consolidamento puntuale. Per quanto riguarda gli interni, appaiono deteriorate le superfici parietali ed alcuni decori marmorei dell'altare e dei portali, nonché parti degli affreschi delle volte a crociera. Si prevede quindi il taglio ed il risanamento delle murature, il restauro dell'altare, dei portali e degli affreschi delle volte. 4. Previsione di spesa: Estemi: Restauro dei paramenti murari con intervento di cuci e scuci compreso i ponteggi € 28.405,13 Interni: Intonaco interno a cocciopesto e rasatura in calce bianca con colorazione a terre naturali € 19.625,36 Altare € 25.822,84 Porte in pietra € 4.131,66 |
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| Gli interni: Gli interventi prevedono il risanamento delle murature mediante il taglio dei muri e conseguente isolamento dall'umidità di risalita, il risanamento delle superfici deteriorate, il restauro delle parti ammalorate e decoese dell'altare e dei portali, chiaramente visibili nelle immagini a lato. |
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L'abside ed il ponte |
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1. Oggetto:
Si tratta di un piccolo tratto dell'abside centrale che assieme ad un vecchio muro di
confine costituisce oggi il limite orientale della Casa studentesca di S. Fosca. L'abside
è assieme alle mura ed ai portali tutto ciò che rimane della grande Chiesa dei Servi di Maria, la terza per grandezza di Venezia dopo quella di SS. Giovanni e Paolo e quella dei
Frari. Simile per architettura alle grandi chiese coeve, si differenziava perché
costituita da un'unica grande navata culminante con tre cappelle absidali;
I'abside
aveva
sette lati dalla cui base si elevavano i costoloni che si chiudevano nel catino absidale
coperto da lastre di piombo. Scomparso del tutto invece, il ponte, demolito nel 1854, che
anticamente collegava l'isola dei Servi al Rio Terrà della Maddalena. Il Consiglio
Comunale nella seduta del 12 marzo del 1855 aveva già discusso il progetto della sua
riedificazione. Unica testimonianza sono per noi i varchi ora tamponati visibili sul muro
di cinta dell'Istituto Canal-Marovich. |
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L'ABSIDE |
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| Il paramento in mattoni pieni verrà sottoposto ad un trattamento di
disinfestazione e pulitura dopo una fase di consolidamento puntuale. Le fasi previste
sono: - eliminazione delle piante arbustive ed erbacee con trattamento diserbante. Successiva rimozione meccanica degli apparati radicali; - spazzolatura generale a secco seguita da un risciacquo con acqua; - asportazione delle sigillature decoese e delle eventuali stuccature in cemento e successiva stuccatura delle fessurazioni con malta a base di legante idraulico, addittivato con resina epossidica ed inerte cromaticamente e granulometricamente affine, nei casi di sfaldamento dei mattoni e degradazione dei letti di malta; - consolidamento con una resina acrilica applicata a pennello dei mattoni particolarmente degradati: Nelle zone lacunose si inseriranno mattoni pieni (di recupero) con l'interposizione di giunti di malta di calce idraulica; - sostituzione o semplice riposizionamento, se in buone condizioni, degli elementi mobili secondo la tecnica del cuci-scuci; -ristilatura di tutti i giunti di malta da mantenere sotto livello. I prodotti da utilizzare nelle operazioni di restauro e le concentrazioni relative, verranno scelti sulla base degli esiti delle indagini diagnostiche e dei test preliminari effettuati su aree campione del manufatto. Il ponte: Verrà riaperto il varco sul Rio dei Servi intervenendo sul paramento murario dell'Istituto Canal-Marovich che verrà così restaurato e consolidato. Verranno consolidate le due basi del ponte, una sulla Fondamenta dei Servi e l'altra sulla Calle del Forno; verrà infine realizzato il nuovo ponte secondo modalità e tecniche da concordare con le competenti Soprintendenze. |
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